Kripton Difluoruro · KrF₂

F Kr F

Il gas nobile che ha infranto la sua stessa regola

Un composto che, secondo ogni logica chimica, non dovrebbe esistere — e infatti esiste solo finché resta freddo.

Riga spettrale arancione del Kripton-86 — per 23 anni la definizione ufficiale del metro

L'elemento

Un gas che dice sempre no

Il kripton appartiene ai gas nobili: il suo guscio elettronico esterno è già completo, chimicamente "soddisfatto". Per gran parte della storia della chimica questi elementi sono stati considerati inerti per definizione, incapaci di formare legami con chiunque altro.

Eppure il kripton ha avuto anche un ruolo di protagonista assoluto: dal 1960 al 1983 il metro campione è stato definito ufficialmente a partire da una delle sue righe di emissione, quella arancione dell'isotopo Kripton-86. Un elemento troppo "educato" per legarsi chimicamente, ma abbastanza preciso da misurare il mondo intero.

1960–83
Anni in cui il metro è stato definito tramite la riga spettrale del Kripton-86

Il composto

KrF₂, in breve

Uno dei pochissimi composti stabili del kripton mai isolati, e tra i più potenti agenti ossidanti e fluoruranti conosciuti.

Sintesi

Nasce nel gelo

Si ottiene facendo reagire kripton e fluoro gassosi a circa -196 °C, la temperatura dell'azoto liquido, innescando la reazione con una scarica elettrica, luce UV o un fascio di elettroni ad alta energia.

Struttura

Una linea perfetta

Molecola lineare F–Kr–F, descritta dal modello di legame a tre centri e quattro elettroni — lo stesso schema teorico usato per spiegare la stabilità di XeF₂.

Scoperta

1963, pochi mesi dopo lo xeno

La sua sintesi ha contribuito a demolire l'idea che i gas nobili fossero chimicamente inerti per principio, aprendo lo studio sistematico della chimica dei gas nobili più pesanti.

L'instabilità

Vive in prestito

Il KrF₂ è termodinamicamente instabile: appena la temperatura sale, si decompone spontaneamente tornando a kripton e fluoro gassosi. Prova a scaldarlo.

-196 °C Campione stabile
100% di KrF₂ residuo
-196 °C (azoto liquido) 25 °C (ambiente)

A questa temperatura il campione resta cristallino e stabile a tempo indefinito.